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01/02/08

nella donna c’è un difetto: è che si dimentica quanto vale


Questa è un storiella che ha trovato su internet. La troverete semplice e infantile, ma a me ha regalato un sorriso e io ora, lo voglio regalare a voi.

“Quando Dio creò la donna era già al suo sesto giorno di lavoro, facendo pure gli straordinari. Apparve un angelo e gli chiese: “Come mai ci metti tanto con questa?' E il Signore rispose: 'Hai visto il mio Progetto per lei?
Deve essere completamente lavabile, però non deve essere di plastica, avere più di 200 parti movibili ed essere capace di funzionare con una dieta di qualsiasi cosa avanzi, avere un grembo che possa accogliere quattro bimbi contemporaneamente, avere un bacio che possa curare da un ginocchio sbucciato ad un cuore spezzato e lo farà tutto con solamente due mani.' L’angelo si meravigliò dei requisiti: 'Solamente due mani….Impossibile! E questo è solamente il modello base? E’ troppo lavoro per un giorno….Aspetta fino a domani per terminarla.'
'No lo farò!' protestò il signore. 'Sono tanto vicino a terminare questa creazione che ci sto mettendo tutto il mio cuore…Ella si cura da sola quando è ammalata e può lavorare 18 ore al giorno.'
L’angelo si avvicinò di più e toccò la donna: 'Però l’hai fatta così delicata, Signore'


'E’ delicata,” ribatté Dio, “però l’ho fatta anche robusta. Non hai idea di quello che è capace di sopportare o ottenere'
'Sarà capace di pensare?' chiese l’angelo.
Dio rispose: 'Non solo sarà capace di pensare ma pure di ragionare e di trattare' L’angelo allora notò qualcosa e allungando la mano toccò la guancia della donna: 'Signore, pare che questo modello abbia una perdita…'
'Ti avevo detto che stavo cercando di mettere in lei moltissime cose.
Non c’è nessuna perdita: è una lacrima' lo corresse il Signore.
A che cosa serve una lacrima?' chiese l’angelo.
E Dio disse: 'Le lacrime sono il suo modo di esprimere la sua gioia, la sua pena, il suo disinganno, il suo amore, la sua solitudine, la sua sofferenza, e il suo orgoglio.'
Ciò impressionò molto l’angelo 'Sei un genio, Signore, hai pensato a tutto. La donna è veramente meravigliosa'
Lo è! Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini.
Affrontano difficoltà, reggono gravi pesi, però hanno felicità, amore e gioia. Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose.
Lottano per ciò in cui credono.
Si ribellano all’ingiustizia.
Non accettano un 'no' per risposta quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Si privano per mantenere in piedi la famiglia.
Vanno dal medico con un’amica timorosa.
Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli hanno successo e si rallegrano per le fortune dei loro amici.
Sono felici quando sentono parlare di un battesimo o un matrimonio.
Il loro cuore si spezza quando muore un’amica.
Soffrono per la perdita di una persona cara.
Senza dubbio sono forti quando pensano di non avere più energie.
Sanno che un bacio e un abbraccio possono aiutare a curare un cuore spezzato. Non ci sono dubbi però… nella donna c’è un difetto:

ed è che si dimentica quanto vale.”

02/01/08

possibile che io donna, a 42 anni, mi innamori di una donna?


Sono sempre stata lesbica o lo sono diventata? Dimmelo tu!... Ho 42 anni, sono separata. A volte, durante i rapporti sessuali con mio marito,per raggiungere il piacere mi abbandonavo a fantasie nelle quali a poco a poco hanno cominciato
a far capolino figure femminili. Forte della certa eterosessualità, non ho mai dato importanza a queste cose. Fino al colpo di scena di quattro mesi fa. Per caso conosco "lei", non alta, non bella, non truccata. Ma colta e intelligente aspetto un po' mascolino. Da allora mi sento come presa in ostaggio. La penso di continuo. Gli uomini non mi interessano più. Desidero fare sesso con lei e con nessun altro. Mi sento profondamente cambiata e non ho nessuna voglia di tornare indietro. Perché così all’improvviso? Puoi darmi una mano a capire? Maria

22/11/07

Vi racconto perchè la mia ex si è suicidata




Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"di Caterina Coppola - Giovedì 8 Novembre 2007 da Gay.it



-Alessandra, una ragazza di origini pugliesi, ha deciso di rendere nota una storia che la stampa ha invece taciuto. E' quella di Elena, la sua ex compagna, che si è tolta la vita buttandosi dal balcone.




Elena aveva 37 anni, era lesbica e viveva in paese della provincia di Foggia che si chiama Torre Maggiore. Il passato è d'obbligo, parlando di lei, perché l'11 ottobre scorso, Elena ha scelto di non continuare a vivere. Nessuno l'ha saputo, perché neanche la stampa locale ha riportato la notizia.
A raccontarci la sua storia è Alessandra, che non ha dubbi sulle ragioni che hanno spinto la sua ex compagna a prendere questa decisione.“Vivere a Torre Maggiore per una lesbica è impossibile, per questo me ne sono andata.
Il clima che si vive lì è distruttivo nei confronti di chi come me ed Elena vive una sessualità diversa – racconta Alessandra -.
Lei era 'la lesbica del paese' additata e giudicata da tutti al punto che fermarsi a parlare con lei per strada era segno di omosessualità”.
La condizione che le due ragazze sono state costrette a vivere è comune a molti gay e a molte lesbiche che vivono in piccoli centri, dove il pregiudizio chiude la mente delle persone al punto di emarginare chi conduce uno stile di vita 'non usuale'. “Io ed Elena abbiamo avuto una storia, nel 1994 – continua Alessandra – che però è durata poco. Non appena le nostre famiglie sono venute a conoscenza della cosa, hanno fatto di tutto per impedirci di stare insieme. I miei genitori mi costrinsero anche ad andare in terapia sperando che questo mi avrebbe 'guarita'. Gay.it - Naturalmente non è andata così e l'anno dopo decisi di lasciare Torre Maggiore e andare a vivere prima all'estero e poi nel nord d'Italia, dove tuttora abito”.
Il racconto di Alessandra è fatto di lunghe pause piene di commozione e amarezza.“Elena ha fatto di tutto per provare ad essere accettata dalla comunità – prosegue – si è anche sposata, ma ha divorziato poco tempo dopo. Un gesto certamente dettato dalla disperazione e dal desiderio profondo di essere amata. Questa è una storia di un paese del sud, freddo e ignorante, che ti cambia dentro anche se non lo vuoi e che ti porta a scappare e ad odiare te stessa.
Elena provò ad andarsene, ma a volte le radici sono più forti della ragione e non si recidono. Tornare a vivere a Torre Maggiore con una famiglia che non l'accettava è stato probabilmente determinante”.Le due ragazze, separate a causa della distanza, oltre che dell'ignoranza, per anni non sono più state in contatto.
Solo nel 2000 tentarono un riavvicinamento, ma senza successo. “Le poche volte che, durante l'anno, tornavo in paese, non mi era possibile andarla a trovare o chiamarla. La mia famiglia mi ha anche nascosto la notizia della sua morte, forse per paura che prendessi parte al funerale, il che per loro sarebbe stato una vergogna – dice Alessandra -. L'estate scorsa Elena tentò di riavvicinarsi a me, ma io non conoscevo quello che le era successo negli ultimi tempi e non ho capito che quella poteva essere una richiesta d'aiuto”.

Adesso Alessandra vive serenamente la sua vita, ma la notizia della morte della sua ex compagna, lasciatasi cadere dal balcone mentre tutta la famiglia era in casa, l'ha segnata profondamente. “Mi resta un vuoto dentro, non colmabile e che non riesco ad accettare.
Elena è stata lasciata morire con gli anni, giorno dopo giorno, a causa dell'indifferenza della gente e di chi avrebbe dovuto amarla e che invece l'ha emarginata, additata come peccatrice e diversa.
Spero solo che il suo ultimo volo sia una piccola speranza per tutti noi, che ci spinga a cambiare le tante situazioni come questa che sono molto diffuse in Italia”.Per lasciare commenti su gay.it

16/11/07

Caro ex Marito




Caro ex - marito,
capisco che può sembrare stupido scriverti sapendo che tu non leggerai mai queste parole. Ci sono cose non dette ed azioni non fatte che restano dentro e fanno male, troppo male. Del resto , me ne sono andata così velocemente quasi scappata. In una mattinata con l’aiuto di un’amica ho caricato le cose essenziali e poi sono andata a scuola a prendere le bimbe.
Questo è stato il mio trasloco ! con te che battevi sulla porta
“Apri!” Gridavi!
Ed io “Col Caz…o che apro. Anzi guarda che chiamo i carabinieri”.
Mai abbiamo avuto la possibilità di chiarirci il perché di quello che è successo.
Adesso che le emozioni si sono allontanate e tutte le comparse di quel tempo non ci sono più, i nostri genitori, tu stesso, parenti ed amici vari voglio dirtelo: io non ho mai provato piacere con te! Io quando ero con te non sapevo cos’era l’orgasmo.
Quando l’ho scoperto andando a letto con una donna io non ho più voluto assolutamente venire a letto con te.
Però, io avevo paura di te, o almeno sapevo che sarebbe andata a finire male, eri manesco! Eri stato premuroso, affettuoso, nei primi anni di matrimonio.
Avevo 20 anni, pochi amori alle spalle e tu avevi promesso che ti saresti preso cura di me.
Eppure capivo già che eri capriccioso e viziato. Che avevi un passato (per quei tempi) corrotto: le donne non valevano niente per te se non ti accudivano e coccolavano così come avevano fatto le tue sorelle e tua madre. Che eri l'espressione di una cultura maschilista, antica.
Forse, se non fossimo andati a vivere con tua madre, chissà. Ma
siamo stati obbligati dai ritardi della ristrutturazione della nostra casa a convivere con tutti quei parenti così invadenti e pieni di consigli indesiderati. Ritardi che ho sempre pensato studiati e decisi volutamente.
E dopo il matrimonio, cullato dal tuo ambiente, hai ripreso l'arroganza del bullo. Aiutato da tua madre e le tue sorelle, hai avuto un solo scopo: piegarmi.
Giuro, se avessi avuto solo un'idea di quel che avrei patito, e di quello che mi poteva dare invece l’amore per una donna, sarei scappata non una ma cento volte. Ma ero troppo giovane, troppo spaventata, troppo sola, troppo piena di sensi di colpa per la responsabilità di far crescere due figlie sane e felici. Così per anni sono stata una vigliacca.
Subito ho avuto più paura di mia madre e del moralismo
dei miei parenti ed amici che di un futuro così nebuloso e peccaminoso come quello lesbico.
E inoltre tu ti sentivi in obbligo di farmela pagare.
In fondo ero scappata di casa, scappata da te e da quella famiglia così tradizionalmente pulita con tanto di prete missionario come zio! Non potevi essere una cattiva persona per la gente!
E peggio ancora scappata per andare a vivere con una donna!
Sono stata un'ingenua: femmina specialmente, “Non ha da NOI salvezza.!”
Così c’è stata l’accusa di ambiente malsano per le “tue” bimbe. Il processo e la sentenza.
Eppure, in fondo al cuore sapevi che me ne sarei cavata
fuori, era questo il motivo della tua rabbia? Sapevi che ti sarei sfuggita? È accaduto!
Sono andata via, io le mie due bimbe ed il cane in una mattina di maggio e non sono tornata più.
Non ti ho mai detto che cosa ho pensato mentre ti voltavo le spalle. Ho pensato: cancellerò questo matrimonio, e sarà come se fosse successo
a un'altra. Eppure, ancora adesso, a tanti anni di distanza, devo confessarti che spesso ho sentito dolore per le ferite che mi hai inferto. Forse per questo non sono mai del tutto riuscita a dimenticarti, e veramente cancellarti. Non si dimentica mai il primo uomo che ci ha fatto male.