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19/01/09

Grande Fratello, Siria e Laura : da bisessuale a lesbica

Milano - sale la gradazione erotica della nona edizione del Grande Fratello. a stuzzicare gli interessi etero la supermaggiorata Cristina Del Basso che, dirompente in bikini adamitici, spadroneggia per la casa. Ma ce ne è per tutti i gusti. Dopo l'outing della mangiafuoco Siria De Fazio, che ha dichiarato di aver avuto "esperienze con uomini e donne", a infiammare i guardoni di tutto il paese arrivano i rinforzi dalla penisola iberica. Si tratta di Laura Coccia attualmente in "erasmus" al Gran Hermano. Ha 23 anni, è romana e ha una relazione con una donna, Caterina D'Agostino, interprete di un documentario on line su Youtube: "La sfortuna mi fa capoccella"

Dopo un passato da bisessuale la mangiafuoco preferisce le donne .
Attorno alla tavola, i ragazzi del Grande Fratello 9 si sono aperti alle più succulente confessioni. Ha colpito tutti, come una botta in testa, la dichiarazione di Siria De Fazio, mangiafuoco di Pomigliano D'Arco: 'Io? Solo donne'. L'argomento ha poi aperto un lungo dibattito sulla possibilità di adozione delle coppie gay. Gli animi si sono subito infuocati e hanno iniziato a volare tra i ragazzi accuse di perbenismo e bigottismo. A testimoniare le preferenze sessuali della giovane concorrente lesbica sono i due angeli che ha tatuato sul corpo, appunto due prosperose fanciulle.

18/01/09

Lesbismo


Una lesbica vera (vedi nella foto)

Una lesbica nelle fantasie maschili (puramente immaginaria)
“Ci tocchiamo. suahsuAHSUa”
- Due lesbiche alla domanda "Che fate?"
“I kissed a girl and liked it!”
- Katy Perry su lesbismo
DEFINIZIONE:
Dicesi di donne propense per genetica alla "marinatura" e o all'autoscontro con soggetti femminili.

Origini del movimento lesbico
Il movimento lesbico (o movimento "della marinara") nasce nel 1921 nei salotti della Vigevano bene. La più grande esponente fu Margherita Hack, scienziata affermata nonché audace wrestler. La Hack si assicurò molti consensi da parte delle uomine di tutta Europa narrando le vicende di Maria Vergine, la santa immacolata che si vantava di poter rimanere incinta senza avere rapporti sessuali con degli uomini. In seguito si scoprì che Maria Vergine era afflitta da ripetute gravidanze isteriche causa il nonnismo di cui era vittima al collegio femminile di Nazareth. Il movimento si impegnava assiduamente nella lotta per la parità dei diritti donni/uomine. Le lesbiche non si depilavano le gambe, non facevano uso di trucco, importunavano le cameriere e parcheggiavano i loro camion in doppia fila. Ciò non piacque alle forze dell'ordine che repressero duramente le sempre più numerose manifestazioni d'orgoglio lesbico o i famosi "Marinara Pride". Note sono le vicende che sconvolsero la ridente cittadina di Stungen-Burgamoskocev on Kishnang nella Bucovina Occidentale dove il frequentatissimo disco-pub "Eva contro Eva" venne raso al suolo dalle ruspe governative. In questa drammatica vicenda persero la vita 21 clienti uomine, la barista di nome Claudio e le go-go girls Maurizio e Brian.

Stile di vita
La comunità lesbo possiede diverse sfaccettature. La maggior parte delle uomine presenta caratteristiche estetiche inconfondibili. Camicie di flanella, t-shirts larghe, canottiere, capelli corti dei colori più svariati e scarpe "bombate" da fly girl. Il mezzo di locomozione preferito è il camion. Esiste tuttavia un esemplare di lesbica che non è in grado di guidare il camion (e men che meno l'automobile; questo esemplare si riconosce dall'incapacità di relazionarsi con gli altri (e sopprattutto con le lesbiche camioniste). Questo tipo di lesbica si riconosce per aver quasi sempre i peli sotto il naso, ma, soprattutto, dal suo modo di muoversi a scatti (stile robot diffettato in quanto lesbica incapace di guidare il camion) e dal puntare sempre con gli occhi le sue scarpe da fly girl che ha comprato solo per cercare di essere accettate dalle altre uomine. Il modo di relazionarsi, detto anche "ti spacco il culo", prevede l'utilizzo della voce a livelli elevatissimi, frasi intimidatorie, insulti di diverso genere, sputi, vandalismi pubblici. Il 98% delle lesbiche è in grado di uccidere un uomo di media statura con due sole mosse. Inoltre le lesbiche sono famosissime per la loro capacità di resistenza sott'acqua. Cindy Rutto la madrina delle olimpiadi di Singapore del 1325 corre i cento metri in 2 secondi ed è in grado di mangiare un fuoristrada Hammer nell'arco di 3,5 minuti. Da sfatare il mito della lesbica fedele compagna. È scientificamente provato che 3 lesbiche su 5 ragionano con il pene, che però nel loro caso è sostituito dalla motrice IVECO. Sono inoltre famose per avere i bicipiti più definiti di Schwarzenegger (e recenti teorie sembrano aver dimostrato che il famoso culturista austriaco sia in realtà un tipico esempio di lesbica nord europea).

Alimentazione e salute
Le lesbiche solitamente sono formate da una sfera ovalizata verso l'alto a cui sono state attaccate 2 gambe 2 braccia e una testa. Sfortunatamente il libretto di istruzioni è stato smarrito in fase di montaggio. Nella misura del 4% circa esistono anche lesbiche sportive (calciatrici, rugbyste, scaricatrici di porto) queste lesbiche solitamente hanno gli allenamenti il venerdì sera, per questo motivo non possono unirsi alle compagne cunilingus per bere birra e ruttare. Le lesbiche libere il venerdì sera circa l'89% (della popolazione di lesbopoli) è sovrappeso sciatta e brutta. Rimane un 7% di lesbiche che non sono ancora state censite dal WWF; si ritiene che questa sottospecie lesbica viva in branchi appostate dietro webcam spente. Per quanto riguarda la salute, le lesbiche non possono usare preservativi e questo è uno dei motivi per cui sono invidiose del pene.

Le lesbiche su Internet
Non ti basta? C'è anche Fake
Le lesbiche esistono ovviamente soltanto su internet, in quanto nessuno ne ha mai viste nel mondo reale; queste navigatrici sfegatate si dividono in due sottospecie:
1) i maschi: sono solite frequentare le chat riservate ad un pubblico femminile, come LeixLei e cose simili. Passano la serata a chiedersi tra di loro se qualcuna ha la webcam, mettendo subito in chiaro "che io però non ce l'ho ancora ma ti posso mandare una foto". Interpellate dall'altra lesbica se almeno hanno il microfono, rispondono costernate che gli si è rotto l'altro ieri; oppure concludono la conversazione dicendo che "se non sei così sicura che io sia una vera femmina è meglio se non ci parliamo neanche perché io voglio un rapporto che si basi sulla fiducia reciproca". Dopodiché esce dalla chat, rientra nei suoi panni di semplice Homo Arrapatus e si scarica video pornografici fino all'autocombustione.
2) le eterosessuali: è possibile trovarne in branchi nei territori di YouTube, dove le lesbiche della sottospecie "maschi" pubblicano senza autorizzazione i filmati delle loro performance nei cessi della scuola. Ovviamente, che a pubblicare il filmato sia stata una lesbica maschio (solitamente colei che ha ripreso tutto con il videofonino) o che sia stata una delle ragazze coinvolte nel filmato stesso, viene specificato in grassetto che era solo una cosa per togliersi la curiosità io non sono lesbica È vero: la lesbica eterosessuale non infila la lingua in bocca ad un'altra della sua specie perché la faccia godere: lo fa perché è emo.

Rapporti fra lesbiche e gay
I gay, nella persona del loro profeta, sostengono che all'atto della Creazione Dio si accorse che il mondo era troppo bello, comodo e agiato. Per questo creò le zanzare, le meduse e le lesbiche. Il 90% dei gay che si trovi a faccia a faccia con una lesbica teme per la sua persona; è risaputo che le lesbiche amano malmenare i gay, perché in quanto donne omosessuali si ritengono superiori alle altre creature del mondo fatato omosessuale. Tuttavia per le lesbiche la peggiore creatura è il transessuale che da donna è diventata uomo. Questo odio profondo è pubblicamente motivato per aver scelto i privilegi dati dalla masculinità piuttosto che essere donna in un mondo maschilista, TUTTAVIA, il vero motivo è: l'invidia del pene. Il 90% dei gay ritengono inconcepibile fare sesso come le lesbiche, il 9% lo pratica, e il restante 1% in realtà è una lesbica nei panni di un uomo gay. Il 60% delle lesbiche vorrebe scopare come un uomo etero, il 30% vorrebbe essere scopata, da una lesbica, con un maschio etero, il restante 10% è un maschio eterosessuale che di professione è camionista che suo malgrado è stato scambiato per una lesbica.
Lesbiche famose
Barbara Alberti
Marta Flavi
Maria De Filippi
Martina Navratilova
Gianna Nannini
Susanna Tamaro
Cristina D'Avena

16/12/08

Carmela, 13 anni, uccisa 2 volte

Suprata dal branco, giudicata psichicamente instabile, internata e imbottita di psicofarmaci. Poi il suicidio. Mentre i suoi aguzzini, minorenni all'epoca dei fatti, evitano il processo. La loro pena? Un programma di rieducazione
Nel novembre 2006 Carmela, una 13enne di Taranto, si allontana di casa. Quattro giorni dopo Alfonso Frassanito, suo padre, la ritrova in un vicolo della città vecchia. È stata drogata con anfetamine e violentata. Più volte. Hanno abusato di lei più persone. Carmela denuncia i suoi aggressori. In seguito gli inquirenti troveranno il suo diario, dove racconta la violenza subìto da due minorenni e un’altra subita qualche giorno prima da tre maggiorenni. La discesa all’inferno di Carmela è appena iniziata.Prima di quell’incubo, Carmela aveva denunciato le molestie subite da un giovane sottoufficiale della Marina. «Lui aveva ammesso di averla incontrata diverse volte – racconta papà Alfonso – Salvo poi ritrattare in sede di interrogatorio. Lo vedevamo davanti alla scuola media Frascolla, sempre accanto a ragazzini. Continuava a passare sotto casa nostra... In città era conosciuto come "il pedofilo di San Vito"». Ma la polizia non trova riscontri e non avvia nessun procedimento penale. Carmela, dicevano, a volte s'inventa le cose, non ha la completa padronanza di sé. Carmela non ci sta con la testa. È un "soggetto disturbato con capacità compromesse”, risulta dalla perizia psichiatrica.Così, mentre i suoi stupratori restano a piede libero, lei viene internata nel centro “L’Aurora” di Lecce. I genitori sono contrari ma alla fine si lasciano convincere. Forse è meglio così, la loro bambina sarà in buone mani, seguita e assistita da professionisti. Ma in breve tempo si accorgono che c’è qualcosa di strano. Carmela non ci vuole restare a Lecce. I medici dicono che va tutto bene, però poi si scopre che, all’insaputa dei familiari, la ragazzina era sottoposta a una cura di psicofarmaci, e che aveva tentato la fuga due volte. Così viene trasferita al centro “Il sipario” di Gravina di Puglia, dove le cose sembrano migliorare. Qui viene confermato che era stata sottoposta a una pesante trattamento a base di psicofarmaci, una cura che non si poteva interrompere di punto in bianco ma in maniera graduale. «Nel fine settimana la portavamo a casa – raccontò il padre – ero io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».Il 15 aprile 2007 Carmela dice: «Vado in bagno». E invece vola dal settimo piano di un condominio del quartiere Paolo VI. Devastati dal dolore, i genitori continuano a vedere gli aggressori della ragazzina girare liberamente. Addirittura c’è chi accusa il signor Frassanito di nefandezze, non essendo lui il padre naturale di Carmela, morto quando lei aveva solo un anno. Così i coniugi lasciano la città insieme alle altre due figlie. Fondano l’associazione IoSòCarmela, per non arrendersi al dolore e neppure all’ingiustizia.Nel frattempo i due aguzzini minorenni (all’epoca dei fatti avevano 16 anni) confessano, ed evitano il processo. Il giudice del tribunale dei minorenni di Taranto Laura Picaro li ritiene meritevoli della "messa in prova". In pratica per 15 mesi saranno messi sotto osservazione: seguiranno un programma di rieducazione e offriranno assistenza agli anziani. Se faranno i bravi il dibattimento verrà cancellato. Non solo: in Tribunale l'avvocato di uno dei due stupratori ha chiamato Carmela "prostituta". Insomma, era quella che "ci stava", era consenziente. E da vittima si trasforma nell’unica vera imputata.

20/11/08

SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE! e VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA

La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.
Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 donne, femministe e lesbiche per dire NO alla VIOLENZA MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e repressive e torneremo in piazza anche quest’anno perché i governi cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano. In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,sessista, e razzista del nostro paese. Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le nostre vite.
La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale. Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza. Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati determinando la fine del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.
Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno - che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento e autonomia. L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e bambini. Non pagheremo noi la vostra crisi! Vogliamo reagire alla violenza fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa agita verso di noi, in famiglia e fuori, "solo" perché siamo donne.Vogliamo dire basta al femminicidio.
SABATO 22 NOVEMBRE SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA COME FEMMINISTE E LESBICHE PER RIBADIRE
con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non ha classe né confini,
NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura domestiche, e
NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO MA E' UN PROBLEMA DI ORDINE CULTURALE E POLITICO! E AFFERMARE CHE
al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che
SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE!
al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!
ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che
SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!

Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbicheper adesioni: sommosse_roma@inventati.org

14/11/08

E' polemica per il manifestodella donna nuda in croce


Iniziativa di Telefono Donna per la Giornata contro la violenzasulle donne. Pronti 500 manifesti, ma il comune non ha deciso. La didascalia del manifesto : "Solo il 4% delle donne vittime della violenza denuncia il proprio carnefice. Le altre pagano anche per lui"
MILANO - Un manifesto per la campagna contro la violenza sulle donne: una donna nuda nella posizione del Crocifisso, con il panno che nell'iconografia tradizionale copre l'inguine del Cristo e la scritta: "Chi paga per i peccati dell'uomo?". E in didascalia: "Solo il 4% delle donne vittime della violenza denuncia il proprio carnefice. Le altre pagano anche per lui". E' la proposta che al settore pubblicità del Comune è arrivata da Telefono Donna per la campagna in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre. La richiesta di Telefono donna è per l'esposizione di 500 manifesti con questa immagine su altrettanti spazi di affissione pubblica del Comune. Nel manifesto la donna è distesa su un lenzuolo, due cuscini dietro le braccia aperte, le gambe con i piedi sovrapposti, il palmo delle mani parzialmente disteso, come trafitto dai chiodi, nella posizione del Crocifisso nella tradizionale iconografia cristiana. L'assessore comunale all'Arredo urbano, Maurizio Cadeo, è contrario. E spiega: "Non so se ho gli strumenti per negare gli spazi, ma ne respingo totalmente il contenuto che offende la nostra tradizione cristiana. Pongo il problema politico e ne informerò il sindaco: chiederò a telefono Donna di ritirare il manifesto".

13/11/08

Donne del lago


Il nostro centro sta per aprireuno sportello settimanale al pubblico presso il centro sociale di Salo' (BS) che funzionerà tutti i sabati pomeriggio con delle volontarie preparate.

Apriremo nella giornata di Sabato 13 Dicembre (S. Lucia) e alle 6 di sera, dopo il primo turno, sarà offerto un aperitivo con spuntini per festeggiare l'evento.

L'aperitivo e' per sole donne ed e' informale. Cogliamo quindi l'occasione per invitarvia venire a fare un giro sul lago e partecipare all'evento .

Una morte ogni tre giorni nel 2007


Violenza donne: 112 vittime nel 2007
Esperti, in tre casi su quattro il colpevole e' il compagno
(ANSA) - MILANO, 12 NOV - Ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa dall'uomo che diceva di amarla: solo nel 2007 le vittime sono state 122. Il piu' delle volte l'assassino aveva le chiavi di casa: in 3 casi su 4 era il convivente o il marito. Lo rilevano gli esperti dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. 'Nel 40% dei casi il carnefice e' mosso da forme patologiche di gelosia e disturbi paranoici', spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Psichiatria.
Il 34% dei casi di uxoricidio, invece, 'e' scatenato da liti e conflittualita' elevata'. Cosi' quattro donne su dieci sono vittime di un'arma da taglio, mentre tre su dieci sono colpite da armi da fuoco. 'Da diversi anni e' stato cancellato il delitto d'onore nel nostro codice - aggiunge Mencacci - ma ancora oggi rimane l'estrema incapacita' degli uomini di tollerare l'emancipazione femminile'. Non e' dunque un caso che proprio a Milano, dove lavora quasi il 60% delle donne, si abbia un elevato numero di uxoricidi: 'Dal 2000 al 2006 - specifica Alessandra Bramante, psicologa e criminologa - si sono registrate 48 vittime. Un numero molto elevato, se si considera che in tutta la Lombardia sono state 99''. Ma anche la fredda metropoli gioca un ruolo importante, secondo Mencacci, ''perche' acuisce le tensioni e diminuisce la capacita' della famiglia di ammortizzare le situazioni estreme'.(ANSA).