[CHI SIAMO] - [APPUNTAMENTI] - [HOME] -[ ATTIVITA' E SERVIZI] - [ diventare socio/a] - [CONVENZIONI] - [AGORA'] -[BIBLIOTECA LGBT] - [ VIDEOTECA ] Pianeta Urano e Juliette & Juliette si sono trasferiti a S. Michele Extra (VR). Contatti : 346.9790553 dalle 18 alle 22 (x maschi) 349.3134852 (x femmine) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it x INFO. iscriviti alla NEWS LETTER

22/08/08

Se era ubriaca, è un po' anche colpa sua


Indennizzo ridotto se la donna era alticcia al momento della violenza. Lo ha stabilito l'autorità britannica per il risarcimento alle vittime dei reati. Cosa ne pensi?Se la vittima dello stupro al momento della violenza era ubriaca, allora si vedrà decurtato il risarcimento. Lo ha deciso un tribunale britannico. La sentenza, com'è facile immaginare, ha sollevato numerose polemiche. Una vicenda venuta alla luce dopo un caso singolo conclusosi con una revisione dell'indennizzo, in seguito a una causa in tribunale. Vittima una 25enne che cinque anni fa ha subito uno stupro a Londra e si è vista ridurre il risarcimento poiché il consumo eccessivo di alcol è da considerarsi un fattore che ha contribuito all'incidente.Il governo ha dichiarato che tagliare gli indennizzi alle donne stuprate non è accettabile in nessun caso, ma non è bastato. La Criminal Injuries Compensatione Autorithy (l'autorità per il risarcimento alle vittime dei reati britannica, CICA) ha deciso diversamente, fissando una riduzione del risarcimento del 25%, considerando di fatto l'uso di alcool come una circostanza attenuante. In base alla legge sulle compensazioni del 2001 la CICA può decidere di ridurre o eliminare gli indennizzi qualora la condotta della vittima prima, durante o dopo il delitto renda "inappropriato" un risarcimento.Una sentenza che fa scalpore. Come altre, decretate negli ultimi anni in Italia. Ne ricordiamo alcune: la violenza su una minore è meno grave se lei non è più vergine, se avviene in un ambiente di degrado, o se lo stupratore è il marito. In base a un sondaggio condotto da Amnesty International risalente al 2005, un quarto della popolazione ritiene che una donna è in parte o del tutto responsabile della violenza subita se si trova in stato di ubriachezza. A noi suona tanto come "aveva la minigonna, e quindi se l'è cercata", una frase che tutt'oggi continuano a pronunciare alcune bestie.Voi cosa ne pensate?

15/08/08

Lesbo power o lesbo secret?

LESBO POWER FINO A IERI SI NASCONDEVANO, ORA SONO UNA POTENTISSIMA LOBBY DI HOLLYWOOD. DA ELLEN DEGENERES A LINDSAY LOHAN IL MONDO GAY VA A NOZZE. ANCHE CON GIORNALI E TV
Se all'estero le donne gay potenti e famose escono allo scoperto e fanno parlare di sé, pare che in Italia le lesbiche vip non esistano. Ma sarà proprio così?"Call them the Rubyfruit Mafia", "Chiamatela la mafia dei frutti rubini". Questo il titolo di un servizio pubblicato negli Stati Uniti dalla rivista W che ha fatto il giro di tutti i quotidiani e settimanali americani e che infine è approdato anche in Italia, sulle pagine de L'Espresso. In sostanza una piccola inchiesta che svela (e sai che sorpresa) come nei posti di potere ci siano sempre più donne lesbiche, in particolare in quel di Hollywood: sceneggiatrici, produttrici e autrici, tutte amiche, tutte riunite in una specie di cupola mafiosa, tutte pronte a proteggersi tra lesbiche. Uno scenario un po' grottesco, ma d'altra parte si sa, alla stampa piace parlare di gruppi di potere: una volta si diceva che Hollywood era in mano agli ebrei, poi che se non eri un maschio gay non c'era verso di far carriera nel mondo del cinema e adesso è arrivata la volta delle lesbiche.

Una volta erano una società segreta, un pugno di fuorilegge, oggi sono una lobby potentissima. E molto "social trend". Il potere lesbo e gay ha conquistato Los Angeles. Jodie Foster ha impiegato anni per uscire allo scoperto. Adesso, invece, l'altra faccia dello star system non si nasconde più. In prima fila, registe come Kimberly Pierce (Boys Don't Cry), o Rose Troche (La sicurezza degli oggetti, con Glenn Close). O registi come il gay militante Bill Condon (Dreamgirls), che sarà il produttore esecutivo dello show dei prossimi Oscar: non è cosa da poco, nella conservatrice Academy. L'american dream gay si sta avverando. Un'epopea raccontata in Gay L.A. da Lillian Faderman e Stuart Simmons, che partono dalle repressioni della polizia contro la comunità omosessuale nel 192oper arrivare alle parate del Gay Pride. Una realtà fatta anche di case di riposo come Rainbow Vision, dove anziani gay con i capelli bianchi vivono finalmente senza problemi gli anni della pensione. O di quartieri come West Hollywood, roccaforte gay negli anni Settanta, dove oggi c'è un po' di tutto, snob, latinos, intellettuali, famiglie, ma che conserva comunque una sua connotazione.
Qui ogni anno si stampa West Hollywood Gay, un libretto che è diventato una piccola bibbia. Solo dieci anni fa Tom Cruise sguinzagliava i suoi avvocati contro David Ehrenstein che in Open Secret - Gay Hollywood860928.1998) metteva in dubbio la sua eterosessualità. Richard Gere, John Travolta, Keanu Reeves facevano causa a chiunque avanzasse sospetti sulla loro virilità. OutFest, il primo festival riservato al cinema gay, rischiava di naufragare sotto spinte puritane. E Philadelphia, il primo grande film che parlava di Aids e di omosessualità, faceva vincere l'Oscar a Tom Hanks, ma generava discussioni a non finire.
Allora il regista Gus Van Sant cercava inutilmente di convincere la Warner Bros a realizzare un film dedicato a Harvey Milk, un militante gay assassinato a San Francisco. 11 progetto fu accantonato per anni, ma a novembre il film, con il titolo di Milk, sarà sugli schermi, interpretato da Sean Penn e James Franco. E già si dice che diventerà un altro Brokeback Mountain.Rupert Everett e Richard Chamberlain si facevano ancora vedere in giro con delle ragazze.
Oggi le coppie gay si presentano tenendosi per mano sui tappeti rossi. In passato nessun attore afroamericano avrebbe mai dichiarato la propria diversità. Oggi Barack Obama rilascia interviste al Philadelphia Gay News e a Frontiers, giornale gratuito della comunità gay, che scrive: "Obama Talks, McCain Balks" (Obama ci parla, McCain ci ostacola). E tra gli amici più stretti dell'ex presidente democratico Bill Clinton c'è il miliardario David Geffen, che ha annunciato pubblicamente: «Sono gay da sempre».
Glissare sulla propria identità sessuale a Hollywood è stata per lunghissimo tempo una regola. Basti ricordare James Dean, Marlene Dietrich, Rock Hudson, Greta Garbo, Montgomery Clift, Katharine Hepburn. Oggi giornali gay come The Advocate, Frontiers, LN (Lesbian News), Gorgeous, In Magazine, Clout, Curve Best-SellíngLesbianMagazine Nella pagina accanto, dall'alto in senso orario: la fotografa Annie Leibovitz con la figlia Sarah; Ellen DeGeneres e la moglie Portia de Rossi; Jodie Foster; Heather Matarazzo (a sinistra) con Caroline Murphy: hanno annunciato il loro matrimonio.si trovano in ogni angolo di Los Angeles e accanto alle normali pagine gialle ci sono le Yellow Pages -Gay e?
Lesbian Multimedia Directory, elenchi telefonici per la "lesbian, gay, bisexual and transgender community", dove trovare di tutto: dal massaggiatore allo psicanalista.La famosissima fotografa Annie Leibovitz ostenta i suoi gemelli biondi nati nel 2005 da padre surrogato. E quando Ellen DeGeneres e Portia de Rossi, l'agosto scorso, si sono sposate, le congratulazioni hanno superato le reazioni scandalizzate. Le lesbo star risplendono.Il libro Abortion e? Life dell'attivista bisessuale Jennifer Baumgardner va a ruba. La libreria gay sul Santa Monica Boulevard è sempre super affollata e i più noti scrittori fanno a gara per presentarvi le loro opere. L'album del duo lesbico Yo!Majesty, le ragazze afroamericane Shunda K e Jwl.B, risuona ovunque e la canzone Futuristically Speaking... Never Be Afraid è diventata uno slogan.
Mentre i coming out si moltiplicano, Steven Spielberg e sua moglie Kate Capshaw donano io omila dollari per contrastare il referendum che nel prossimo novembre mira a bloccare le nozze gay in California. E Brad Pitt e Angelina Jolie dichiarano continuamente che si sposeranno solo quando ci sarà una legge che lo permetta anche agli omosessuali. Essere bisessuali va di moda: Lindsay Lohan si presenta ai Grammy con la compagna Samantha Ronson.
E c'è chi commenta: «Lindsay sta aiutando tante ragazze piene di complessi a uscire allo scoperto».American Clay Aiken, la star della tv, dichiara "Yes, l'm gay» sulla copertina del settima-nale People. E rivela di essere il padre di Parker, il figlio avuto (con la fecondazione in vitro) dall'amica Jaymes Foster, produttrice musicale di 5o anni. Alexis Arquette (all'anagrafe Robert, fratello di Roxanne e Patricia) ha girato un documentario per raccontare come ormai si consideri una donna a tutti gli effetti, anche se tecnicamente è un transgender: «Nel filmarlo ho dovuto superare ogni paura, come quando parlai del mio orientamento sessuale in famiglia». Anne Hathaway si è presentata con il fratello e il fidanzato di lui alla "prima" di Rachel Getting Married. E in televisione spopola il talk show Cherry Bomb in cui quattro lesbian girls discutono di problemi d'amore tra donne. Guai a fare dell'ironia: il programma ha un'audience altissima.Persino il New York Tímes ha fatto il punto su tutti gli show, i serial, i film nei quali attori gay portano al successo personaggi in sintonia con la loro natura. Un esempio? Nella serie televisiva Mad Men, appena premiata dagli Emmy, ha fatto molto parlare il personaggio di un omosessuale che confessa di amare un collega.
Insomma, cadono gli steccati e nessuno si stupisce più se attori gay dichiarati come Neil Patrick e T.R. Knight interpretano ruoli eterosessuali. In passato Anne Heche (ai tempi legata sentimentalmente a Ellen DeGeneres) fece flop in Síx Days Seven Nights dove si innamorava di Harrison Ford. Ora Howard Bragman, uno degli agenti più potenti di Hollywood, ammette che finalmente riesce a ottenere per i suoi clienti gay ruoli di ogni genere.ì, i tempi cambiano. Durante il lancio di Sex and the City Cynthia Nixon ha annunciato: «Finalmente posso essere me stessa e dichiarare che la relazione con la mia partner Christine Marinoni è fantastica. Insieme stiamo crescendo nel modo migliore i figli che ho avuto quando contrastavo la mia vera natura». Per anni l'attrice Lily Tomlin è rimasta nell'ombra. Ora va ai talk show di lesbo star come Ellen DeGeneres o Rosie O'Donnell. E con la rocker Melissa Etheridge invita le ragazze a fare outing come la giovane Heather Matarazzo (star di serie come L .Word) e Sara Gilbert.Anche i genitori scendono in campo. Barbra Streisand ha taciuto quando Jason, nato dal matrimonio con Elliott Gould, si confessò gay in un'intervista a The Advocate?
Cher è sempre stata al fianco della figlia lesbica Chastity Bono. Ma tra tanti coming out Hollywood non rinuncia al gossip. Dalla bisessualità di Drew Barrymore alla crisi tra Jodie Foster e Cydney Bernard con la quale ha cresciuto due figli. La causa sarebbe Cindy Mort, produttrice. Cherchez la femme. Molti sussurri, una certezza: sotterraneo o dichiarato, nella capitale dello spettacolo il lesbian e gay power è una realtà. Ma c'è chi si chiede: «Basta una coppia omosex sul red carpet a cambiare veramente l'America?».

14/07/08

Ho fatto un sogno... l'Italia che vorrei!



di M. O.
Ciao a tutte, ho fatto un sogno...Passeggio per la mia città, è domenica mattina, il sole è già alto nel cielo. Mi imbatto in una piccola e variopinta folla da cui si levano urla di giubilo: è un matrimonio, ogni domenica se ne celebra uno nella piazza del Comune, oggi tocca ad Anna e Lucia suggellare il loro amore. Una locandina distoglie la mia attenzione: il capo del governo chiede con forza misure contro le morti sul lavoro, venti morti bianche all' anno sono ancora troppe. Bambini spensierati giocano in un giardinetto lì accanto, così pulito e curato da brillare in lontananza: un genitore, da lontano, li sorveglia distrattamente mentre cerca di rilassarsi un poco al sole di primavera. Un vigile segnala a un' automobilista che lì non si può parcheggiare, e questi ringrazia. Quattro ragazzotti coi jeans stracciati si inseguono e scherzano fra loro; uno di questi spacchetta una rivista e butta il nylon nel cestino. Le biblioteche sono aperte, e così gli uffici comunali e i negozi. Le facce sorridenti, gli animi distesi: è domenica. Autobus elettrici sibilano assieme alle poche auto. Poi mi sveglio...non è un matrimonio, è l'unione simbolica e non riconosciuta celebrata durante un gay pride, il premier vuole bandire le intercettazioni e mettere la mordacchia ai magistrati, genitori preoccupati sorvegliano i propri figli costretti a giocare in giardinetti sporchi e terra di conquista per spacciatori e bulletti, SUV in doppia fila ostacolano il passaggio dell'unico autobus che la domenica passa nel giro di un'ora, fra carte ed escrementi il marciapiede quasi non si vede più, i negozi sono sprangati, i ragazzotti maleducati, le facce delle persone corrucciate e sospettose, la mano stretta sulla borsetta, il rumore assordante e i polmoni di chi passeggia in difficolta'. Il cielo e' grigio, ma dietro allo smog c'è ancora il sole! chissà, forse per questo paese, per questo mondo c'è ancora una speranza, forse no.

04/06/08

Si risparmia sulla pelle delle donne


Dopo una campagna elettorale incentrata sulla questione sicurezza, il governo taglia i fondi per la lotta alla violenza alle donne. C'erano 20 milioni di euro destinati al Piano nazionale contro la violenza alle donne. Quei soldi servivano ad attivare numeri verdi, istituire un osservatorio per il monitoraggio delle soprusi subiti, dare vita a campagna per il rispetto delle donne e un sostenere case anti-violenza e associazioni territoriali. Ora quei soldi non ci sono più: Alitalia e Ici se li sono mangiati. Secondo l'ultima indagine targata Eures in tutta Italia il 31,9% delle donne tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza fisica o sessuale (in totale 6.743mila vittime). Le più colpite sono le separate o divorziate (69,3%), le dirigenti, imprenditrici e libere professioniste (50,5%). E sono sempre più numerose le vittime di omicidi: il 70% è donna, soprattutto casalinghe uccisa per motivi passionali. Hanno diversa estrazione sociale, economica, culturale. Sono accomunate però da un dato sconvolgente: difficilmente l'omicida è, come leggiamo nei titoli a caratteri cubitali dei giornali, uno sconosciuto, un delinquente, un clandestino, un extracomunitario senza lavoro. L'assassino è il più delle volte il marito, il convivente, il fidanzato. L'Istat rivela che nel 2007 le vittime di violenza sono state 1 milione e 150mila (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica, mentre 74mila ha subito stupri o tentativi di stupro. Quasi la totalità non denunciati. Ora molte case di anti-violenza, che accolgono le vittime e i loro figli, rischiano la chiusura. Sicurezza, sicurezza… ma quando questa sicurezza manca tra le mura domestiche la soluzione più facile chiudere un occhio.

22/05/08

Una Lettera Scarlatta


Questa è una Lettera.Una Lettera Scarlatta dall’UDI. Dove U sta per Unione, nel rispetto e nell’ascolto partecipe delle diversità e delle differenze. E dove D sta per Donne. Dove? In Italia, perché siamo tutte qui. Migrate e native, ci incontriamo ogni giorno nelle strade delle città, non ci conosciamo ma ci riconosciamo.
La D di Donna è la Lettera scarlatta che indossiamo.

Per autoaccusarci di essere Donne che vogliono sapere, che vogliono risposte, che non si fanno escludere e oscurare, che vogliono partecipare in parità, che si dichiarano a se stesse, alle altre donne e a tutti.

Non abbiamo né chiesto né voluto le elezioni anticipate.
Non avremmo neanche potuto volerle, perché in questo paese le donne sono escluse e inascoltate dalle decisioni della politica maschile.

Abbiamo molto da dire alla politica, che si accinge ad autoperpetuarsi. Abbiamo molto da dire, perché le parole da donna a donna corrono, muovono e sconvolgono le categorie di comodo nelle quali poteri altrui tentano di comprimerci e di moderarci.
Abbiamo avanzato proposte concrete, sulla rappresentanza, sulla violenza e sul femminicidio, su tutta la sfera del generare.
Noi sappiamo quali sono le domande giuste e rivelatrici, perché corrispondono a priorità dalle quali discendono democrazia e benessere anche economico.
Noi sveleremo gli inganni e leggeremo in ogni singola intenzione.
Lo faremo, svelando intanto noi stesse perché a partire dall’8 marzo, per tutta la durata della campagna elettorale, e anche dopo indosseremo

una Lettera Scarlatta

Per chiedere una o più spille telefona oppure scrivi a: udiamministrazione@gmail.com

Comunicato Stampa - UDI Niscemi: l'uccisione di Lorena femminicidio, a breve a Niscemi una forte iniziativa politica delle UDI Siciliane


E' sconvolgente il terremoto emotivo che ha investito la nostra città in questi giorni. Purtroppo nonostante lo sgomento generale emerge solo la punta di una condizione sociale assurda e le convivenze culturali rimangono ancora invisibili agli occhi di tutti quelli che gridano "mostri" e non si assumono le proprie responsabilità.
La cultura che sta emergendo è quella del "consumatore lavorato", cioè di colui che usa un bene di consumo e lo getta via come se nulla fosse, lasciando sul corpo della donna il marchio di una "lettera scarlatta", imposto dalla cultura maschile a chi non si omologa e non sa fingere un' integrazione che non sente e non vive. Lorena è stata vittima di inaudita violenza fisica e culturale, i suoi baby carnefici le hanno cucito addosso una "lettera scarlatta" da esibire a protezione degli occhi innocenti delle loro fidanzatine. L"altra diversa" che non merita un trattamento umano, che può essere violata, picchiata selvaggiamente e ammazzata è quella che scegliamo e difenderemo anche fra qualche settimana quando i funerali saranno lontani e i carnefici diventeranno bravi ragazzi che hanno sbagliato. Noi UDI contrasteremo questa rimozione e terremo caro il ricordo di Lorena che non ha avuto modo e possibilità di crescere, di trovare la sua strada, i suoi affetti. Sappiamo di doverci assumere la responsabilità della nostra giovane età dentro il luogo politico che abbiamo scelto, far crescere il senso di coscienza critica delle nostre coetanee, far crescere i valori di rispetto e di comprensione per tutte le differenze. Vogliamo essere capaci di una azione concreta. Da sempre l'UDI combatte il femminicidio: il "50E50" e " La Lettera Scarlatta " sono tasselli di una azione politica complessiva che mette sul tappeto il problema irrisolto della rappresentanza politica e della violenza sessauta. A Niscemi daremo vita ad uno sportello che costruisca quotidianamente dialogo fra le donne e azioni contro la violenza, vogliamo ricordare Lorena a nostro modo con una iniziativa politica nelle scuole che guardi negli occhi di chi deve assumersi la responsabilità di mettersi in discussione. Uccidere è reato, ma inspiegabilmente non in guerra, non per difendere la proprietà, ed anche in pace le attenuanti sono tante: una di queste è l'identità sessuale. Donna è poco anche quando vittima, poco grave è l'ultima ingiuria perché provocata, indotta secondaria ad altri problemi più gravi. Stabilità, famiglia e ordine economico valgono più della vita delle donne. Se è vero che l'equilibrio sociale si fonda in gran parte sul rispetto dei codici di una comunità, quella ospitante e quella ospitata, è anche vero che questi equilibri, dall'una e dall'altra parte, contano sul mantenimento delle gerarchie all'interno delle famiglie e dei gruppi, dove la collocazione subalterna delle donne sedimenta stereotipi violenti. Ai delitti si rimedia, nel sistema che ci siamo dati o che subiamo, ma il contrasto è un'altra cosa. L'occhio al rimedio, al ripristino degli equilibri lesi delle vittime, è parte del femminicidio. Eliminare la vittima dal contesto della discussione, trasferire quest'ultima lontano dal sangue che rende uguali tutti i delitti, piega il caso al comodo di una politica che ha già, di fatto, reintrodotto il delitto d'onore. La logica del rimedio è in antitesi col contrasto, è qui che si vede come il rischio corso da chi uccide una donna è così basso da non impedirgli di portare a termine il suo disegno. Noi chiediamo contrasto e salvaguardia, patti chiari e civili tra generi. E non andiamo mai in ferie. Lasciamo raffreddare i nostri computer e i telefonini, qualche volta, perché quel che facciamo e sappiamo è molto di più di quello che, non solo dalla stampa, si vuole ascoltare. Il caso di Lorena ci rammarica, saremo disposte a dare alla madre tutti gli aiuti possibili.

19/05/08

E la Carfagna litiga con i gay


ROMA - "Omosessuali, è giusto combattere chi vi discrimina ma siate sobri," dice il neoministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna nella giornata mondiale contro l'omofobia. Lo dice in modo davvero molto sobrio ma che non riesce ad evitare reazioni infastidite. «Il convincimento mio personale e delle istituzioni governative - ecco la sua dichiarazione - è che in una società evoluta non c'è spazio per ogni tipo di discriminazione; pertanto anche l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto». E tuttavia, aggiunge Carfagna, «a questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore».
Sobrietà, dunque. Che significa non «scendere nell'esibizionismo e nel folklore». Ringrazia ironico Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay che però ricorda al ministro che «questo invito andrebbe rivolto anche alla Chiesa cattolica, che organizza le processioni, e soprattutto a chi promuove concorsi di bellezza. Noi non abbiamo niente contro le processioni e neppure contro i concorsi di bellezza ma Mara Carfagna dovrebbe sapere bene che sulle passerelle c'è una grande ostentazione del corpo femminile». Così Mancuso promette: «Sfileremo a tutti i Pride come se fossimo su una passerella di Miss Italia». Ad ogni modo il punto è un altro, continua il presidente dell'Arcigay (che per la giornata di ieri ha partecipato alla manifestazione contro razzismo e xenofobia di Verona), «negli ultimi due anni in Italia ci sono stati 12 omicidi e decine di violenze e minacce di stampo omofobico. Si prodighi dunque il ministro perché anche il nostro Paese si doti di una normativa contro la discriminazione, come è accaduto in molti Paesi europei».
E poi, mica è una questione di bon ton la lotta all'omofobia, s'infervora l'ex ministro per le Pari Opportunità del governo Prodi Barbara Pollastrini. E sottolinea come manchino del tutto le iniziative di questo esecutivo per l'affermazione dei diritti di tutti. «Questo è un governo di ministri - avverte Pollastrini - che impartiscono lezioni di comportamento a seconda del loro gusto estetico e delle loro convinzioni ideologiche. II dovere è certo quello del rispetto ma anche quello di sostenere un piano di azione contro ogni discriminazione e che riconosca i diritti, e i doveri, di tutti, omosessuali e no. Neppure una parola il premier ha speso su questo nel suo discorso di insediamento, come invece hanno fatto sia Zapatero sia Sarkozy, che pure appartengono a schieramenti politici opposti». Per l'ex ministro la cosa è grave in quanto «le dimenticanze sono colpevoli perché hanno il sapore della rimozione».